Lo studio del caso ortodontico

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Quando arriva in studio un nuovo paziente che vuol mettere l’apparecchio, non posso capire solo guardandolo in bocca di cosa ha bisogno, certo l’esperienza mi dice a grandi linee come potrà essere la sua terapia e quale possa essere il suo problema, ma poi ho bisogno di tutta una serie di documentazioni che mi aiutino a definire in modo quanto più dettagliato il suo problema e scegliere la terapia più corretta. Per questo procedo allo STUDIO DEL CASO ORTODONTICO.

Raccolgo delle foto del viso.

Queste mi servono per lo studio di alcuni parametri di armonia facciale che mi indirizzano verso un tipo di terapia piuttosto che un’altra, per migliorare l’armonia del profilo del viso, o lasciarla come è senza peggiorarla a seconda dei movimenti dentali che sceglierò.

lo studio del caso ortodontico paziente

Poi raccolgo anche le foto dei denti. Queste mi permettono di vedere come i denti ingranano tra di loro, e sono molto importanti per la scelta della terapia e dell’apparecchio.

lo studio del caso ortodontico vista laterale dx
lo studio del caso ortodontico vista frontale
lo studio del caso ortodontico vista laterale sx
lo studio del caso ortodontico calco vista laterale dx
lo studio del caso ortodontico calco vista frontale
lo studio del caso ortodontico calco vista laterale sx

Poi faccio due impronte una superiore ed una inferiore e colo dei modellini in gesso, perché ho la necessità di avere le arcate dentarie del paziente in mano anche quando lui non c’è per guardarle e riguardarle con molta attenzione

lo studio del caso ortodontico panoramica

Ancora utilizziamo due radiografie, una è la panoramica, forse un po’ tutti la conoscete. Questa mi permette di vedere se i denti ci sono tutti, se sono messi bene, se ce n’è qualcuno dentro l’osso, come sono in rapporto tra di loro, se si toccano in modo anomalo, ecc…

Un’altra radiografia è la TRX (lastra laterale del cranio ). Questa è molto più importante per lo studio di un caso ortodontico, perché ci disegno sopra e ne vengono fuori tanti numeri che mi indicano come cresce il cranio del paziente, come sono messi gli incisivi rispetto alle ossa craniche, se sono troppo sventagliati oppure no e di quanto. Mi dicono anche se certi movimenti che vorrei fare per risolvere i denti storti, sono consentiti in quella persona, perché alcune volte non è possibile fare tutto quello che vogliamo.

lo studio del caso ortodontico OPT
lo studio del caso ortodontico posizione dentale

Dopo aver raccolto tutti questi dati ne viene fuori una specie di disegnino che a grandi linee mi dice dove devono essere spostati i denti della bocca del paziente, almeno quelli più importanti che sono i molari i canini e gli incisivi. Questo disegnino mette in relazione tutti i movimenti che vorrei fare in quella bocca, per cui mi da il risultato di come si vuole procedere.

Molti software fanno vedere filmati di movimenti dentali IRREALISTICI e improbabili, terapie risolte e sorrisi bellissimi … ma irreali.

Questi numeri sono solo indicativi, ma molto indispensabili se non altro per capire se i denti devono essere portati indietro o lasciati li dove sono.

È questo che mi permette di scegliere il tipo di apparecchio, perché l’apparecchio va scelto in base all’obbiettivo da raggiungere. Se devo portare indietro i denti di molto né scelgo uno, se di poco né scelgo un altro, se devo allargare un altro ancora, se devo allineare ancora un altro.

ECCO PERCHE’ NON VA BENE METTERE SEMPRE LO STESSO TIPO DI APPARECCHIO. Ogni apparecchio ha le sue caratteristiche e non riesce a fare tutto, qu­­indi durante la terapia ci possono essere diversi tipi di apparecchio.

lo studio del caso ortodontico
Homer colloquio

Dopo uno studio approfondito del caso ortodontico, richiamo il paziente e gli dedico più di un’ora del mio tempo per spiegargli in parole molto semplici quale è il suo problema e come va affrontato. Il paziente ha dovere e diritto di farmi 1.000 domande e di chiedere un altro colloquio qualora rientrando a casa si fosse reso conto di non aver ben compreso certi passaggi.

Gli rilascio una relazione scritta su quanto ci siamo raccontati in quell’ora dove a grandi linee c’è scritto in modo molto più sintetico quello che ho spiegato in quel colloquio, la durata, il preventivo.

COME ULTIMA COSA VORREI DIRTI CARO PAZIENTE, CHE UNA TERAPIA MEDIA DURA CIRCA 2 ANNI AL MASSIMO 3, SE DURA UN PO’ DI PIU C’E’ STATO QUALCHE PROBLEMA, MA SE DURA 4 ANNI O 5 O 10 COME TANTE VOLTE MI CAPITA DI OSSERVARE, COMINCIA A DUBITARE CHE QUALCOSA NON E’ ANDATA PER IL VERSO GIUSTO, E SE IL TUO ORTODONTISTA E’ ONESTO, (PERCHE’ PUO ANCHE ACCADERE CHE QUALCOSA VADA STORTO) TE LO RIFERISCE E INSIEME CAMMINATE VERSO UNA SOLUZIONE DEL PROBLEMA, DOVE TU TI ACCOLLI IL PESO DI PORTARE PER UN CERTO TEMPO IN PIU L’APPARECCHIO, MA LUI SI ACCOLLA LE SPESE DEL TRATTAMENTO SENZA CHIEDERTI COSTI AGGIUNTIVI OLTRE QUELLI PATTUITI QUEL GIORNO CHE TI SPIEGO’ IL PIANO DI TRATTAMENTO.

SE POI SEI STATO TU LA CAUSA DEL PROLUNGARSI DELLA TERAPIA, (PERCHE MAGARI IL TUO ORTODONTISTA TI HA DETTO DI PORTARE DEGLI ELASTICI 24H AL GIORNO E TU NON LO HAI FATTO PER DIVERSI MOTIVI) SAPPI CHE LA TERAPIA NON E’ CHE VA PIU LENTA, MA E’ PROPRIO FERMA ANZI CREA DANNO, IN QUESTO CASO A MAGGIOR RAGIONE IL TUO ORTODONTISTA DOVREBBE SMONTARTI L’APPARECCHIO SENZA ARRIVARE A 10 ANNI, CHE TANTO NON SERVIRANNO A CHIUDERE BENE LA TERAPIA